La Serie A tira dalla distanza come non mai, ma una sola squadra lo fa meglio di tutte le altre. Vediamo come l’Inter trasforma tiri a basso xG in un’arma letale.
Il calcio è uno sport troppo ricco di eventi bizzarri per diventare risolto come certi sport americani, ma l’approccio moneyball degli ultimi anni ha avuto una sua conseguenza effettiva in praticamente tutto il calcio mondiale: i tiri da fuori sono poco efficienti, e lo stesso vale con i cross a difesa schierata. Come nel basket con i long 2, d’altronde, quei tiri dalla media lontani dal ferro che però sempre due punti valgono. Ecco, questo vale finché non c’è una squadra che ha l’efficienza e soprattutto la qualità necessaria per poter sovvertire questa cosa. E questa squadra, almeno nel campionato italiano, è l’Inter.
In questo contesto l’Inter di Christian Chivu non è né la squadra che tira di più in tutta la Serie A, nemmeno quella che tira da più lontano (è quinta, con 5.13 tiri da fuori area su azione per partita), però si è imposta come, per distacco, la squadra migliore a tirare da fuori in tutto il campionato.
Volete un paragone più concreto? La squadra che ha tirato di più da fuori in tutto il campionato 2025/26 è stata la Juventus, e oltre i 22 metri di distanza ha prodotto 3.78 xG con 5 gol, da 136 tiri, mentre l’Inter ha messo a segno 6 gol da 3.46 xG e soprattutto 108 tiri, 28 in meno della Juventus. Se accorciamo leggermente la distanza, oltre i 19 metri, aumenta il dislivello: la Juventus ha chiuso la stagione scorsa con 6.76 xG e solo 6 gol, con 188 tiri, mentre l’Inter ha fatto il doppio dei gol da 6.32 xG e 166 tiri a corredo.
E non sfigura nemmeno rispetto ai più grandi attacchi europei. Il Bayern Monaco, una squadra che ha segnato 122 gol in Bundesliga, dalle stesse zolle dell’Inter ha messo a segno 17 gol ma con 8.03 npxG e soprattutto con 21 tiri in più. La seconda squadra europea per gol nella scorsa stagione, il Barcellona, ha ricavato 12 gol da 7.96 xG e soprattutto con 213 tiri, a testimonianza di come il tiro da fuori fosse per la squadra di Flick uno strumento di volume per provare a scardinare partite più chiuse.
Come per Chris Paul in NBA, una tipologia di giocatore talmente forte in un fondamentale inefficiente che diventa efficiente, l’Inter ha il personale a livello di qualità per poter essere la squadra più pericolosa del campionato da fuori area. Ovviamente avere un giocatore come Hakan Calhanoglu aiuta. Nella stagione 2025/26 il centrocampista turco ha segnato 5 dei 12 gol dell’Inter da oltre i 22 metri di distanza e con una media di 0.03 npxG per tiro. Non solo, i suoi 5 gol sono tutti di coefficiente di difficoltà molto alto, come testimoniato dai suoi 1.26 npxG, con il gol-manifesto contro la Roma: un tiro da 0.03 xG e soprattutto da quasi 35 metri di distanza. Il ratio di gol di Calhanoglu per tiro è di 0.12, e il nazionale turco da solo ha praticamente fatto tutti i gol siglati dalla squadra (la Juventus), che ha tirato di più lo scorso campionato.
Con calciatori del genere sembra semplice mantenere dei ritmi di questo tipo, ma in realtà non è l’unico segreto della dominanza da fuori area dell’Inter. Piotr Zielinski si è imposto l’anno scorso, anche per la contestuale assenza di Calhanoglu, come una delle armi offensive più prolifiche del centrocampo dell’Inter. E la sua shot map è ancora più estrema di quella del centrocampista ex Milan, con 22 tiri e 1.03 npxG prodotti e 5 gol siglati. Uno di questi decisivo per il risultato, all’ultimo minuto dello scontro diretto di Serie A contro la Juventus, finito 3-2 proprio grazie al gol del polacco.
Ed è impossibile parlare di Inter e di contributo offensivo senza menzionare Federico Dimarco, autore di una stagione incredibile e che ha messo il suo mattoncino nell’overperformance (o forse meglio definirla performance e basta) dell’Inter dalla distanza. 21 tiri, 0.81 xG e 2 gol, numeri nemmeno così incredibili se non fosse che parliamo di un giocatore di fascia e che quindi non dovrebbe normalmente avere né questo volume di tiro né queste posizioni centrali che gli permettono di tirare con questa frequenza e qualità. Il trio Dimarco-Zielinski-Calhanoglu ha contribuito così a 10 dei 12 gol segnati da fuori dall’Inter nella stagione 2025/26.
Il trend non sembra essere cambiato anche quest’anno. L’Inter in queste 5 giornate di campionato ha tirato più della media della Serie A (5.00 contro 4.08) ma nemmeno così tanto da dire che abusi di questo fondamentale, l’efficienza, però, è sempre la migliore di tutta la Serie A. La leader del campionato finora è il Frosinone, con i suoi 6.13 tiri per 90 minuti, ma il risultato è comunque inferiore a quello dell’Inter: 2 gol da 2.47, mentre l’Inter ha già ricavato 3 gol da 2 xG. Tutto il resto della Serie A non supera i 3 gol dell’Inter ad eccezione di due squadre: Lazio e Fiorentina.
La squadra prima di Fabio Grosso e ora di Paolo Vanoli è un’anomalia statistica interessante, considerando che guida la classifica con 6 gol da meno di 2 xG su open play complessivi. Già alla quinta giornata i viola avevano segnato quattro gol da fuori area su sei complessivi, e da solo 1.06 xG. Certo, c’è stata anche una componente di fortuna (come sempre capita), considerando che uno di questi è un tiro da molto lontano di Mateo Pellegrino su cui ha influito l’errore di Perri, ma anche la doppietta di Mastantuono con il Venezia è la dimostrazione di una squadra che la qualità per segnare da fuori area. È comunque difficile che mantenga i ritmi di questo inizio di stagione rispetto ad una squadra di battitori scelti come l’Inter.
La Lazio invece ha rimpinguato il conto dei gol da fuori area con il dominio in casa del Sassuolo. La squadra di Gennaro Gattuso ha una delle fasi offensive migliori del campionato ed è settima per tiri dalla distanza per 90 minuti con 4.78, quindi nemmeno un grande volume. Contro il Sassuolo però Tijjani Noslin si è reso protagonista di una grande prestazione balistica, con due gol da soli 0.08 xG e facendo scalare questa particolare classifica ai biancocelesti. In tutta la stagione l’attaccante olandese ha tentato solo tre tiri da fuori area: ne ha segnati due.
E l’anno scorso chi ha conteso il primato all’Inter? Una squadra forse inaspettata, o a cui, meglio, non associamo per forza per una particolare qualità da fuori area. Il Bologna, con i suoi 5.36 xG da fuori area e 175 tiri, più dell’Inter e meno solo della Juventus, ma con un’efficienza diversa. 7 gol totali per l’allora squadra di Vincenzo Italiano, e con un contributo importante da parte di Jens Odgaard, autore di 3 dei 7 gol complessivi dei felsinei.
Odgaard in particolare merita un breve approfondimento, con la sua shot map particolare per essere un giocatore che fa spola tra la punta e la trequarti. Metà dei tiri del calciatore danese sono arrivati da fuori area, e ha realizzato 3 gol da 0.52, livelli non troppo distanti da quelli di Calhanoglu. E il fatto curioso è che Odgaard sia estremamente più efficiente con i tiri da fuori che quelli dentro l’area, dove ha segnato 2 gol da 2.36 xG. Un po’ come quegli specialisti del tiro da 3 in NBA, più a proprio agio a tirare dietro l’arco che dentro l’area, nonostante la distanza.
La Fiorentina sarà il Bologna di quest’anno? Sono già sulla buona strada. In ogni caso chi vorrà detronizzare l’Inter dalla testa del campionato dovrà pensare anche a come mitigare la sua batteria di tiratori, l’arma inaspettata quando i giochi sono rotti e hai bisogno di gol. Si è visto anche quest’anno, come il gol di Carlos Augusto da quasi 30 metri che ha propiziato la rimonta dell’Inter in casa contro l’Udinese. Como, Roma e chiunque altro voglia provarci è avvisato, lo Scudetto passerà anche per le cannonate.
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